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Calcolo Break-Even Point

Icona per Calcolo Break-Even Point

Calcola il punto di pareggio (unità e fatturato) per coprire costi fissi e variabili. Utile per business plan, pricing e obiettivi di vendita.

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⚖️ Dati per il Break‑Even

Inserisci costi e prezzo: calcoliamo quante unità devi vendere per coprire i costi (profitto = 0).

Esempi rapidi:

Affitto, stipendi fissi, software, commercialista…

Materia prima, commissioni, spedizione, ads per unità…

Preferibilmente imponibile (IVA esclusa) per analisi B2B.

📅

Finestra temporale dei costi

Seleziona il periodo a cui si riferiscono i costi fissi inseriti. Il risultato mostrerà le unità da vendere nello stesso periodo.

💡 Esempio: Se i tuoi costi fissi sono €2.000/mese, seleziona "Mensile". Se sono €24.000/anno, seleziona "Annuale".

🔒 Privacy: calcoli locali, nessun invio dati

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🔍 Cos’è il Break-Even Point?

Il Break-Even Point è il punto in cui il fatturato copre esattamente i costi: non stai guadagnando, ma nemmeno perdendo. È un indicatore semplice ma potente per valutare la sostenibilità del tuo modello di business.

È utile per startup, PMI e freelance per definire un minimo di vendite/ore fatturabili e ragionare su strategie di pricing e cost structure.

🧮 Come funziona il calcolo

Il calcolo è una stima informativa basata su economia aziendale standard. Per analisi fiscali/contabili avanzate (deducibilità, IVA, imposte) consulta il tuo commercialista.

1

Calcolo del margine unitario

Margine = Prezzo di vendita unitario − Costo variabile unitario.

2

Unità di pareggio

Q = Costi fissi totali / Margine. Arrotondiamo sempre per eccesso (Math.ceil).

3

Fatturato di pareggio

R = Q × Prezzo di vendita unitario.

Q = Costi Fissi / (Prezzo − Costo Variabile)

Q è il numero di unità da vendere per raggiungere il pareggio. Il denominatore è il margine di contribuzione unitario.

Domande Frequenti

Il Break-Even Point (punto di pareggio) è il livello di vendite in cui i ricavi totali eguagliano i costi totali. In quel punto l’utile è pari a zero (profitto = 0).
In genere no: per analisi economiche e business plan si usa l’imponibile (IVA esclusa). L’IVA è una partita di giro. Se invece ragioni in B2C puoi usare un prezzo “al pubblico”, ma resta coerente con il costo variabile.
Se prezzo ≤ costo variabile vendi in perdita: ogni unità aumenta la perdita e il pareggio non è raggiungibile. In quel caso devi alzare il prezzo o abbassare i costi variabili.
Puoi: aumentare il prezzo, ridurre i costi variabili (fornitori più economici, meno commissioni) o tagliare i costi fissi (software, affitto, struttura).
Ti aiuta a capire se il modello è sostenibile: quante unità/ore devi vendere per “stare in piedi” e quale fatturato minimo serve per coprire i costi.
Sì, soprattutto se i costi fissi sono elevati o il margine (prezzo − costo variabile) è basso. Prova a fare scenari (pricing, costi, canali) e confrontare i risultati.

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